Disabili, nuovi strumenti per l’inserimento lavorativo

PORDENONE. «Rivedere gli strumenti operativi per l’inserimento lavorativo sia delle persone con disagio mentale sia delle persone disabili è il nostro obiettivo. Un obiettivo ambizioso che si può raggiungere solo rafforzando la rete fra gli attori principali. Molto è già stato fatto e il Comidis ne è il più chiaro esempio. Dobbiamo continuare su questa linea, non solo limitandoci ai percorsi riservati previsti dalla legge sul collocamento obbligatorio ma adeguandoci ai tempi attraverso nuovi strumenti come il metodo Ips. La Provincia di Pordenone si candida per esserne capofila in regione». E’ questa la linea di indirizzo tracciata dal presidente Alessandro Ciriani a margine del convegno sul tema “Economia sociale: nuove strategie per l’inclusione lavorativa di persone con problematiche di salute mentale e disabilità”, promosso dal Comidis, il collocamento mirato disabili di Provincia di Pordenone e Ass 6. A fare gli onori di casa, oltre al presidente Ciriani, il direttore del dipartimento di salute mentale di Pordenone Angelo Cassin e il coordinatore sociosanitario dell’Ass 6 Alberto Grizzo. «Creare sistemi di protezione – ha sottolineato Grizzo – è un metodo che va superato. Occorre focalizzare l’attenzione su nuove forme di economia e percorrere nuove strade». Inclusione lavorativa che, oggi, deve necessariamente passare per nuove meteologie quali ad esempio il metodo Ips (individual placement and support), una tecnica già consolidata negli Stati Uniti, e sperimentata in Italia nella Provincia di Rimini dal 2003 con ottimi risultati: circa la metà delle persone sostenute con questo metodo ha raggiunto entro tre mesi un’attività lavorativa nel libero mercato e circa un terzo l’ha mantenuta per oltre un anno.

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