Consolidiamo

Posted: 23 Feb 2013 08:22 AM PST

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Lunedì 25 febbraio alle ore 19.00, presso il Teatro Ambra alla Garbatella (P.zza Giovanni da Triora), si terrà un incontro per ricordare Marco Liberini, un amico dell’Associazione La Farfalla scomparso un anno fa.

Durante l’evento, organizzato dall’Associazione La Farfalla e dalla famiglia Liberini, verrà presentato il libro di poesie di Marco “L’abbraccio è qualcosa di totale“.

L’ingresso è a sottoscrizione e il ricavato della serata sarà devoluto dalla famiglia Liberini all’Associazione La Farfalla per la realizzazione di progetti ed attività sociali.

Vi aspettiamo!

Teatro Ambra alla Garbatella, P.zza Giovanni da Triora – ore 19.00

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Per favore firmate la nostra petizione. Genitin Onlus

Oggetto: I: Per favore firmate la nostra petizione. Genitin Onlus

Cari Amici,

sapete che sono in pensione ormai da tre anni dopo aver lavorato per 40 in Neonatologia al Gemelli. E’ una lunga storia che ti resta nel cuore. Ora la TIN (Terapia Intensiva Neonatale) ci chiede aiuto. Io l’ho già fatto. ma se anche voi vorrete insieme a me firmare la petizione per sbloccare i fondi regionali destinati a questa istituzione, farete un atto di generosità e partecipazione. L’Associazione Genitin (genitori dei piccoli ricoverati in TIN), i piccoli prematuri, i medici e il personale della Neonatologia TIN hanno bisogno di noi, non neghiamo loro il nostro aiuto consistente in una semplice firma. Non ci vengono richiesti né danaro né grande impegno di tempo se non quello di sottoscrivere la petizione.

Vene sono grato.

Pierluigi de Turris

—-Messaggio originale—-

Puoi prenderti 30 secondi per firmare? Ecco il link:  http://www.change.org/it/petizioni/regione-lazio-erogare-i-fondi-destinati-alla-nuova-t-i-n-del-policlinico-gemelli

Ecco perché è importante:

Circa due anni fa, la Regione Lazio ha stanziato due milioni di euro per la realizzazione, presso il Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma, di un nuovo reparto di terapia intensiva neonatale con molti posti letto (cullette) in più rispetto all’attuale .
Pur all’avanguardia nel suo genere tuttavia, il nuovo reparto che rappresenterebbe un’eccellenza non solo in Italia,ma addirittura in Europa, è pronto ma non ancora operativo, con macchinari tecnologicamente avanzati che giacciono ancora imballati e lasciati all’usura del tempo perché mancano i fondi da destinare alla sua gestione .
Esso infatti è molto più grande dell’attuale e quindi ingestibile con l’attuale personale.

Dall’altra parte, c’è l’attuale Terapia Intensiva Neonatale , che lavora in condizioni di continua emergenza, con macchinari ai limiti dell’obsolescenza tecnologica, che è costretta a non poter accettare tutti i prematuri che nascono al Policlinico Gemelli a causa del numero limitato di postazioni ( 8 attualmente di Terapia Intensiva).

Spesso l’impossibilita` di venire ricoverato tempestivamente in terapia intensiva neonatale, per un bambino, puo` significare non avere possibilita` di sopravvivenza. Aiutare il reparto vuol dire aiutare la vita!
La Nuova Terapia Intensiva Neonatale del Policlinico Gemelli, per l’alta specializzazione del suo personale e per l’elevata dotazione di macchinari all’avanguardia potrebbe rappresentare una possibilità di salvezza dei propri bambini non solo per i residenti nel Lazio, ma per tutte quelle donne italiane affette da problematiche gravi nel corso della gravidanza, per le quali si prospetta già una nascita pretermine.

Vi chiediamo quindi di firmare la petizione per chiedere alla Regione Lazio di erogare almeno in parte i fondi già destinati per questo progetto e per dare una soluzione a questo problema. Essere in tanti a firmare, significa far capire che pretendiamo che il nuovo reparto venga aperto. Il reparto è pronto! Manca solo l’aumento del personale! Evitiamo di buttare ancora una volta denaro pubblico!

Puoi firmare la mia petizione cliccando qui.

Grazie!
GENITIN ONLUS

Revolution – l’amore è un casino per tutti

redattore sociale

 

”Revolution”, e-book sull’affettività e la sessualità dei disabili

Un’esilarante opera per spiegare al grande pubblico il tema delle necessità affettive di persone disabili e dell’assistenza sessuale, mentre si richiede anche in Italia un dibattito su tale figura. È ”Revolution – l’amore è un casino per tutti”’ (Zandeg

BOLOGNA – ”In Italia già si fatica a parlare di disabilità, figuriamoci di sesso e disabilità”, afferma Simone Torino, autore di “Revolution – l’amore è un casino per tutti”, e-book pubblicato da Zandegù. ”L’obiettivo del libro è quello di sensibilizzare le persone sul tema, anche in concomitanza con l’uscita nelle sale cinematografiche di ”The Session”, un film hollywoodiano che parla esattamente di questo”. Tema centralissimo del libro, oltre al riconoscimento delle esigenze sessuali delle persone disabili, è l’introduzione anche in Italia di figure già presenti all’estero come gli assistenti sessuali, ovvero personale preparato adeguatamente che possa procurare piacere sessuale a persone disabili, seguendo un trattamento monitorato da medici, psicologi e sessuologi, e che soddisfi le esigenze personali di chi ne fa richiesta, tramite massaggi, empatia, effusioni. Si tratta di un vero e proprio programma, con incontri prestabiliti (massimo 2 volte al mese) volti alla soddisfazione di esigenze fisiologiche e non a rapporti sessuali su richiesta: gli incontri infatti non si concludono con rapporti completi a uso e consumo della persona disabile. Un’equipe medica, inoltre, osserverà miglioramenti o peggioramenti, sospenderà il trattamento se necessario, ne seguirà lo sviluppo, pur lasciando alle persone momenti di intimità e scoperta del proprio corpo, in alcuni casi altrimenti impossibile. Simone Torino non evita di sottolineare con sarcasmo come “progetti del genere non siano visti di buon occhio in Italia, poiché confusi con atti moralmente illeciti, cosa che avviene quando non si considerano le esigenze dei disabili come quelle di tutti gli altri”. Tanti piccoli contributi possono scatenare un dibattito, al momento assente in Italia, su argomenti come questo, considerato tabù: “In un Paese a maggioranza cattolico come il nostro – continua Torino – questi temi non vengono minimamente presi in considerazione: voglio che le cose vengano viste con occhi diversi. In Germania, Svizzera, Olanda e Danimarca la figura dell’assistente sessuale esiste già e nessuno si sognerebbe di guardare a tale categoria professionale con diffidenza”.

“Revolution” si articola come una breve intervista a Maximiliano Ulivieri, già autore del blog “occhiodellanima” e fondatore dei siti Internet Loveability e Lovegiver. L’esilarante e-book di Simone Torino attraverso l’intervista e alcune riflessioni, affronta con fare ironico e scanzonato una problematica intima come quella della sfera sessuale delle persone disabili; tema, questo, spesso rimosso completamente dall’idea collettiva di disabilità, quasi a voler negare l’esistenza stessa di questa nella vita di tali persone. Tuttavia proprio dalle parole di Maximiliano, a cui diagnosticarono la distrofia muscolare quando era molto giovane, emerge la difficile condizione di persone cui il desiderio sessuale viene in qualche modo negato, trattato come sconveniente e di poco conto. Esistono invece delle esigenze fisiologiche anche per i disabili, ed esse stanno emergendo sempre più anche attraverso le battaglie che molti di loro portano avanti senza sosta. I siti web Loveability e Lovegiver, avevano già avuto il merito negli ultimi tempi di accendere i riflettori su queste situazioni, e soprattutto sul distacco formale che si prende normalmente da temi del genere per motivi di pudore; il libro invita invece ad affrontare queste tematiche con naturalezza, prendendo atto del fatto che le persone disabili, come tutte le altre, hanno bisogno di contatto fisico e di piacere sessuale. Continua quindi una battaglia che è solo all’inizio, ma che attira attorno a sé molte persone disabili che sperano di vedere riconosciute le loro esigenze sessuali. (simonluca renda)

 

Approfondimenti

Notiziario:

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incontro con Claudio Cecchini – 20 febbraio

 

 ricordo l’incontro con Claudio Cecchini , attuale assessore alle politiche sociali della Provincia di Roma , e candidato consigliere per le elezioni regionali del LAzio, con la Lista Civica Zingaretti, che si terrà il prossimo mercoledì 20 alle ore 18 in Fondazione.

Sarà l’occasione per presentare a Claudio i problemi che si incontrano in particolare sul tema della Salute Mentale, e in generale le priorità che come cittadini riteniamo debbano essere all’attenzione degli amministratori pubblici

Un caro saluto, in attesa di incontrarti mercoledì

Filippo

Guarire si può – incontro promosso dal Museo Laboratorio della Mente

Venerdì 22 marzo 2013 Dalle 10.00 alle 13.00

incontro promosso da

  • Museo Laboratorio della Mente, Dipartimento di Salute Mentale ASL Roma E
  • Conferenza Permanente per la Salute Mentale nel Mondo Franco Basaglia Onlus

 

partecipano Peppe Dell’Acqua, Toni Jop, Tommaso Losavio, Pompeo Martelli, Giacomo Nicastro, Gianfranco Palma, Tommaso Poliseno

“E’ possibile vivere la propria vita avendo consapevolezza della malattia, imparando a venire a patti con i sintomi, a farli propri, a controllarli e perfino utilizzarli come singolari e impensabili risorse. Riconquista di sé. ricostruzione delle proprie capacità di vita e di relazioni sociali la recovery diventa sinonimo della possibilità di guarire. Una guarigione che accade nella rinnovata capacità di affrontare i blocchi istituzionali, le presunzioni di cronicità, i disconoscimenti e lo stigma sociale che hanno sempre ipotecato la nozione di malattia mentale”

 

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il documentario allegro moderato è online

Ho finito adesso di vederlo.

Merita veramente di essere visto.

Silvio d’Angerio

Da: associazione scalea93 [mailto:scalea93@gmail.com]
Inviato: lunedì 18 febbraio 2013 15:40
A:

Oggetto: Fwd: il documentario allegro moderato è online

Con un po’ di fatica si ottengono delle cose bellissime!
Un caro saluto a tutti (e scusate sempre i doppioni)
Giovanna Penati, Scalea 93

Cari amici,
vi invio in allegato il comunicato ricevuto da una mia cara amica, regista del documentario Allegro Moderato.
Il documentario è stato messo online all’indirizzo www.allegromoderato.it
Credo che, se non lo avete già visto, possa farvi piacere vederlo, interessarvi e anche commuovervi, come è stato per me e per molte altre persone.

Colgo l’occasione per inviarvi un caro saluto ed un pensiero affettuoso.
Con sempre grande gratitudine per il percorso condiviso con voi e con il Centro di Servizi per il volontariato del Lazio e nella speranza di poterci incontrare di nuovo!!

Letizia Lombardi

comunicato allegro online

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Roma il 4° Convegno Nazionale Uditori di Voci

Dal sito  http://www.parlaconlevoci.it/

Per motivi logistici il numero massimo di partecipanti è di 500 persone.

Non aspettate l’ultimo momento per iscrivervi! Potrebbe non esserci più posto.

412 e 13 aprile 2013, Roma

Segnatelo subito sulla vostra agenda 2013!!!

Il prossimo Convegno Nazionale della Rete Italiana degli Uditori di Voci si terrà a Roma (presso l’auditorium del Seraphicum); i temi che affronteremo sono:

  • Il dialogo con le voci
  • Usare saggiamente i farmaci
  • Recovery: un concetto ancora alieno?
  • Vivere con le voci: gli altri (operatori, famigliari, altri uditori).

Ci saranno inoltre 6 workshop paralleli nel pomeriggio della prima giornata.

Il convegno è accreditato ECM per gli operatori sanitari.

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spazio disponibile

Rete Ufologica/news n.6

———- Messaggio inoltrato ———-
Da: Arici Stefania
Data: domenica 3 febbraio 2013
Oggetto: Rete Ufologica/news n.6
A:

Ciao a tutti!

In allegato la newsletter della rete ufologica nazionale sul primo incontro del 25 gennaio 2013.
Chi di voi volesse dira la sua sull’incontro, emozioni, riflessioni, pensieri o critiche non faccia il timido e ci scriva!

Aspettiamo anche le vostre idee per definire al meglio l’ordine del giorno della 4° giornata ufologica che si terrà a Cagliari il 14 giugno 2013.
Se volete non ricevere più la newsletter o volete aggiungere qualche altra persona interessata, rispondete pure a questo indirizzo!
In allegato anche le prime emozioni ‘a caldo’ di uno dei facilitatori della giornata, Bepi Tissi.

a presto
Stefania

Stefania Arici
Area del fareassieme
Servizio di Salute Mentale
Via San Giovanni Bosco 10 – Trento
tel. 0461 902881
doc doument docmail Tissi

“InSideOut”: trent’anni di psichiatria in Italia in un’installazione interattiva

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“InSideOut”: trent’anni di psichiatria in Italia in un’installazione interattiva

La mostra verrà inaugurata oggi a Roma. La storia raccontata, attraverso immagini e ricordi, in un percorso multimediale, è quella di Paolo, disabile mentale, scritta dal fratello Carlo Gnetti nel libro “Il bambino con le braccia larghe”

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ROMA – Immagini, disegni e scritti, insieme a racconti e ricordi in un percorso multimediale e interattivo per raccontare trent’anni di psichiatria in Italia vissuti in prima persona da un disabile. Una storia raccolta dal Museo Laboratorio della Mente di Roma e Aye Aye Installazioni Interattive nell’istallazione “InSideOut. Il bambino con le braccia larghe” che verrà presentata oggi alle ore 17 presso la Sala della Pace di Palazzo Valentini, sede della Provincia di Roma e aperta al pubblico fino al 22 febbraio. Si tratta, assicurano gli organizzatori, di “una delle prime installazioni ad affrontare un tema delicato come il disagio mentale in forma multimediale e interattiva, lasciando al pubblico la possibilità di interagire direttamente”.

La storia raccontata è quella di Paolo, narrata dal fratello Carlo Gnetti nel libro “Il bambino con le braccia larghe” edito da Ediesse nel 2010. Un percorso che racconta le memorie del manicomio fino alle pratiche terapeutico-riabilitative della psichiatria sociale italiana, passando attraverso la chiusura degli ospedali psichiatrici e il funzionamento dei servizi di salute mentale.

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“La storia da cui noi prendiamo spunto è quella di un paziente che ha attraversato tutta la linea evolutiva del percorso della psichiatria italiana pre-legge 180 e post – spiega Pompeo Martelli, il direttore del Museo della Mente –. Una storia che racconta lo smantellamento dei manicomi e le sorti di molti altri pazienti che uscendo sono entrati nel circuito dell’assistenza permanente per le persone con gravi disturbi mentali”.

La mostra interattiva, spiegano gli organizzatori, permetterà ai visitatori di “entrare” nella storia di Paolo grazie alle testimonianze raccolte, ai suoi scritti e disegni attraverso monitor interattivi. “C’è una vera e propria ricostruzione di una stanza – aggiunge Martelli -. Una stanza dove non si entra, ma ci si muove intorno alle pareti fino ad una finestra dove il visitatore può infilare la testa in una stanza in miniatura che riproduce il luogo dove Paolo è stato ricoverato negli anni”. L’installazione, aggiungono gli organizzatori, “dà forma a un ribaltamento dal dentro a fuori, da osservatori a osservati, rendendo tangibile e visibile il passaggio da una dimensione corale a una dimensione intima e personale. Lo spazio scenico è racchiuso in una stanza che catapulta il visitatore in una dimensione spaziale dove dentro e fuori si alternano su due diversi piani di immagini e di suoni”.

Per Martelli, l’installazione è un’occasione preziosa per conoscere meglio il mondo del disagio mentale. “Nel campo della salute mentale è fondamentale acquisire più conoscenze – ha aggiunto -. Siamo dell’idea che la salute mentale non può essere delegata solo ad una relazione terapeutica. La salute mentale attiene alla comunità e si può svolgere solo all’interno di una sana comunità dove ognuno di noi è un pezzo del corpo curante del disturbo mentale. Dovrebbe essere anche un dovere civico da parte di tutti i cittadini quello di addentrarsi nel campo della salute mentale. Venire a vedere l’istallazione potrebbe rispondere a questo dovere”. Oltre alle caratteristiche di interattività della mostra, degne di nota anche le modalità organizzative. “La nostra è una operazione nata dal basso – spiega Martelli -. Abbiamo messo in piedi un budget dal basso, anche col sostegno della Provincia di Roma, Cariparma, Cgil-Spi e Centro Studi e Ricerche S. Maria della Pietà Associazione Onlus che ci hanno permesso di realizzare questo progetto. Un progetto che riteniamo suggestivo e utile per combattere lo stigma e restituire ai cittadini quella capacità di riflessione sui temi della salute mentale, oggi più che mai è necessario”. La mostra, dopo il 22 febbraio non chiude i battenti perché itinerante e dopo Roma verrà ospitata in altre località in tutta Italia.

© Copyright Redattore Sociale

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INAIL – DISABILITÀ E SESSUALITÀ, ALCUNI TEMI

DISABILITÀ E SESSUALITÀ, ALCUNI TEMI

 

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In questi giorni si parla più spesso di sessualità e disabilità. Una petizione sta girando in rete per chiedere l’istituzione della figura dell’assistente sessuale e tra un paio di settimane uscirà il film americano “The sessions” che proprio di quella questione tratta.

Bene. A trentacinque anni da un testo di Rossella Benzi e il seguente convegno (gli atti sono stati pubblicati nel 1978), il tema varca le soglie del pudore e del mondo della disabilità per diventare di pubblico dominio. Mi aspetto già commenti e critiche al film incapaci di fare i conti con questa storia di dibattiti, elaborazioni, testi. Mi auguro, tuttavia, che le argomentazioni siano sufficientemente all’altezza di un tema tanto delicato quanto specchio delle difficoltà sociali (di cui la sessualità è una dimensione) delle persone con disabilità di esprimersi, di incontrare l’altro.

Stante l’interesse della figura dell’assistente sessuale, il dibattito sulla questione dovrebbe però andare più lontano e occuparsi di relazioni, di libertà e di diritti negati. Ci si dovrebbe occupare di sessualità non solo di maschi con vario grado di disabilità fisiche, ma anche di sessualità femminile (ricordandosi che le donne con disabilità sono più spesso vittime di violenze sessuali). Ci si dovrebbe interrogare attorno alla sessualità di tutte le tipologie di disabilità (intellettive, psichiche, sensoriali, fisiche). Ci si dovrebbe interrogare attorno ai diversi tipi di orientamento sessuale. Ci si dovrebbe interrogare delle relazioni di coppia, dell’amore (di cui la sessualità costituisce un aspetto). Ci si dovrebbe interrogare della libertà e della spontaneità che è necessario acquisire nella sfera sessuale, anche quella delle persone con disabilità. Pensando a soluzioni concrete e lontano da moralismi e perbenismi sarebbe necessario dunque pensare la sfera sessuale nel suo alveo specifico, che è quello della relazione sociale. Magari con un po’ più di radicalità. Anche su questo tema R. Benzi ce l’aveva insegnata, l’abbiamo un po’ persa.

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