Da autismo a depressione, mali della psiche hanno basi comuni nel Dna

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“Guasti” genetici comuni si celano dietro le principali malattie psichiatriche, come autismo, iperattività e deficit d’attenzione (ADHD), disturbo bipolare, depressione e schizofrenia. Una vasta analisi sul Dna di pazienti e soggetti sani ha infatti svelato un substrato genetico comune per queste malattie che nella pratica clinica appaiono spesso distanti tra loro. E’ il risultato di un maxi-studio pubblicato sulla rivista The Lancet, una ricerca senza precedenti condotta dai membri del Consorzio di Psichiatria Genomica (Psychiatric Genomics Consortium – PGC) in cui sono stati scansionati i genomi di ben 33.332 pazienti e 27.888 soggetti sani di controllo, tutti di origine europea. “Si tratta di uno studio importante – spiega Alessandro Serretti, docente di psichiatria all’Università di Bologna – per l’enorme campione di soggetti che ha esaminato e perché rinforza l’evidenza che ci sono fattori genetici comuni a tutte queste malattie. E’ la prima volta che si arriva a una dimostrazione così forte di ciò, ed è un passo verso la possibilità di predire a livello individuale il rischio di ammalarsi di una malattia psichiatrica”.

Classificazione delle malattie non più basata sulla descrizione dei sintomi ma sulle cause scatenanti – “Questa analisi fornisce la prima prova sull’intero genoma che gli stessi fattori di rischio genetico sono in comune tra malattie psichiatriche sia ad esordio in età pediatrica sia in età adulta, malattie che attualmente nella pratica clinica sono trattate come distinte categorie di disturbi”, spiega Jordan Smoller del Massachusetts General Hospital di Boston. “Le nostre scoperte sono rilevanti – rileva – nell’ottica di andare verso una classificazione delle malattie non più basata sulla descrizione dei sintomi ma sulle cause scatenanti”. Gli esperti hanno fatto una ricerca a tutto campo confrontando l’intero genoma di soggetti sani con uno dei cinque disturbi psichiatrici più comuni e visto che in tutti i pazienti ricorrevano mutazioni comuni a carico di regioni genomiche sui cromosomi tre e dieci ed a carico di 2 geni per particolari proteine.

La genetica aiuterà a prevenire queste patologie – La genetica dunque – che nelle malattie psichiatriche “pesa” per un minimo del 30-40% (nella depressione) fino a un massimo del 70-80% (nella sindrome bipolare) – potrebbe contribuire a predire e prevenire queste patologie e portare all’identificazione di nuovi bersagli molecolari per lo sviluppo di una nuova categoria di farmaci psicotropi. Per ora i geni noti ‘coinvolti’ nell’insorgenza di disturbi psichiatrici sono pochi, concludono i ricercatori, ma in futuro scoprendone di nuovi “si potrebbe raggiungere l’obiettivo di arrivare a fare una previsione su base individuale del rischio di malattia psichiatrica”.

28 febbraio 2013

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