Opera don Calabria – Blog dott.Piperno su Il Fatto Quotidiano

“L’amore al tempo degli attacchi di panico”

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/22/psicologia-lamore-al-tempo-degli-attacchi-di-panico/959671/

1

Psicologia, l’amore al tempo degli attacchi di panico

di Ruggero Piperno | 22 aprile 2014

Commenti (25)

Più informazioni su: AnsiaCoppieLibertàPsicologia.

Share on oknotizieShare on printShare on emailMore Sharing Services48

Per quanto possa essere diffusa, la parola “amore” rimane oscura nel suo significato più profondo. Domandare ad una persona post adolescente se è innamorata può essere vissuto come una provocazione. Probabilmente dopo un attimo di spaesamento, arriverà, nei casi migliori, una risposta simile a questa: “Ci vogliamo molto bene”, o “C’è un grande affetto fra noi”, o ancora, “Certo alla nostra età non si può parlare di amore come ai primi tempi”.

Quindi alla parola “amore” viene di solito accostato il concetto di passione, una sorta di carica energetica, che si immagina possa evaporare nel tempo, lasciando la stabilità dell’affetto. In quanto legato alla passione, all’infatuazione, all’attrazione, “amore” non sarebbe la parola più indicata per esprimere la libertà di una scelta, ma poiché nei disturbi d’ansia e di panico il confine fra essere innamorato ed essere dipendente, diviene particolarmente sottile, proporrei, per un momento, di chiamare con “amore” il senso di libera scelta che ci spinge verso l’altro e con “necessità” il senso di dipendenza dalla persona a cui siamo legati. In misura maggiore o minore questo dilemma accomuna un po’ tutti, forse perché, da quando nasciamo, fatichiamo a distinguere nell’accudimento o in quella mitica tetta o biberon che sia, la quota relativa ai sentimenti dalla quota relativa alla sopravvivenza. Nelle persone con un disturbo di panico questo dilemma si esaspera e il pensiero se hanno realmente scelto il loro partner, e quindi, si potrebbe dire, lo amano, o se hanno bisogno di lui per essere aiutati a gestire le proprie ansie, può divenire tormentosa.

Un’anziana signora mi confidava dolorosamente: “Vede dottore, mi vergogno a dirlo, ma se penso alla possibile morte di mio marito non so se prevale il dolore per la perdita o il senso di disperazione per non potere fare più affidamento sulla persona dalla quale dipendo massimamente.” Questa persona distingueva, in maniera molto acuta, la fisiologica tristezza per la separazione, dalla meno fisiologica disperazione per il pensiero di non avere gli strumenti per cavarsela da soli.

Eppure non dobbiamo pensare che la dipendenza sia un sentimento unilaterale, la maggior parte delle volte si creano dei complicati incastri, che una geniale persona descriveva magistralmente: “Non so se sono io che tiranneggio lui o se lui, venendo incontro alle mie attuali esigenze, accumula crediti che poi vorrà riscuotere. Non è facile capire chi tiene in pugno l’altro”. In un vecchio film del 2002 “Liberi“, di Gianluca Maria Tavarelli, uno dei protagonisti, Vince (Elio Germano), si prodiga per aiutare Genny (Nicole Grimaudo): a superare le sue paure di andare in treno, in autobus, nelle discoteche. Vince dimostra così a Genny il suo amore, o forse sarebbe meglio dire, la sua dedizione, ma nello stesso tempo ne esaspera la dipendenza e questo sembra un buon antidoto contro la gelosia. Man mano che Genny sta meglio comincia ad emanciparsi e a diventare più libera.

Emanciparsi significa non appartenere più rigidamente, la relazione deve essere continuamente rinegoziata, operazione faticosa e ansiogena, per ognuno di noi, che si cerca di evitare con un rapporto di mutuo soccorso, che “funziona” fin quando perdura il bisogno di alleanza limitante da parte di entrambi i partners o fin quando il disturbo, nonostante la sofferenza, funge, in qualche modo, da rifugio esistenziale. Quindi la guarigione dai sintomi del panico può comportare l’inizio di un’altra sofferenza, che non si può evitare: il senso di responsabilità per la propria esistenza e questo può tenere i pazienti lontani dalla cura ma dovrebbe anche suggerire agli psicoterapeuti di non “infierire”con farmaci o con altre, per quanto utili modalità, solo sull’aspetto sintomatico.

Cari saluti,

Dott.ssa Miriam Miraldi

Progettazione & Formazione – Opera don Calabria Roma

formazione@operadoncalabria.it
06.6274894

329.7140557

skype: mimiraldi

Schermata

Cara amica, caro amico, ai sensi dell’art.13 del nuovo codice sulla privacy (D.Lgs 196 del 30 giugno 2003), le e-mail informative e le newsletter  possono essere inviate solo con il consenso del destinatario. Gli indirizzi e-mail presenti nel nostro archivio provengono da contatti personali, da elenchi e servizi di pubblico dominio, pubblicati e presenti in Internet o in e-mail da noi ricevute.

Sperando che tu voglia continuare a ricevere le nostre comunicazioni, ti assicuriamo che i tuoi dati saranno trattati con riservatezza, nel rispetto delle normative vigenti e che non verranno divulgati.

In ogni momento sarà possibile chiedere di essere rimossi dall’indirizzario inviando una e-mail con scritto “NO GRAZIE” nella casella oggetto. Una non risposta, invece, verrà intesa come consenso alla spedizione delle nostre e-mail.

Se, viceversa, conosci qualcuno interessato a ricevere questo genere di informativa basterà segnalarci nome e indirizzo mail.

Grazie

Schermata del 2014-02-12 13:37:19

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Virgilio Motori

Le ultime novità e i consigli sul mondo dell’auto

The WordPress.com Blog

The latest news on WordPress.com and the WordPress community.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: