Da Progetto Itaca un ‘Ponte Telefonico’ a sostegno del disagio mentale

Da Progetto Itaca un ‘Ponte Telefonico’ a sostegno del disagio mentale

Leggi questo articolo su: http://www.gonews.it/2016/03/29/firenze-da-progetto-itaca-un-ponte-telefonico-a-sostegno-del-disagio-mentale/
Copyright © gonews.it

 

Da Progetto Itaca un ‘Ponte Telefonico’ a sostegno del disagio mentale 29 marzo 2016 11:18Attualità Firenze foto di archivio Una linea telefonica a sostegno del disagio mentale, per rispondere a dubbi e richieste e indirizzare verso i servizi cittadini le persone che soffrono di disturbi psichici e i loro familiari: a dare vita all’iniziativa i volontari di Progetto Itaca Firenze, associazione onlus impegnata sul campo nella riabilitazione dei giovani affetti da problemi di carattere psichico. Un vero e proprio Ponte Telefonico, in grado di mettere in comunicazione le persone che fanno i conti con un disturbo e i servizi a disposizione a Firenze, ma anche una linea di ascolto a cui rivolgersi per informazioni e supporto nella ricerca di una strada giusta per la diagnosi e la cura della disabilità mentale. I volontari di Progetto Itaca Firenze per il momento risponderanno alle chiamate il lunedì e il martedì dalle ore 15 alle 18 e il mercoledì dalle 9.30 alle 12.30 e dalle ore 15 alle 18. Ma il Ponte Telefonico sarà sempre attivo al numero 055 0672778, grazie alla segreteria telefonica: chiunque potrà lasciare un messaggio in qualsiasi orario per essere ricontattato dall’Associazione. L’obiettivo è quello di allargare le fasce orarie del Ponte Telefonico, ma molto dipende dalla disponibilità di tempo dei volontari. Anche per questo motivo Progetto Itaca Firenze ha dato avvio a un nuovo corso di formazione per volontari, proprio in questi giorni. Gli incontri si svolgono presso il Club Itaca di via Gino Capponi 25, dove si ritrovano quotidianamente i soci di Itaca, ovvero i giovani che fanno i conti con disturbi di vario tipo legati alla sfera psichica. Il corso di formazione è tenuto da alcuni tra i migliori professionisti attivi a Firenze nel campo della salute mentale e da personale interno. Progetto Itaca è presente a livello nazionale in alcune tra le maggiori città d’Italia: nasce a Milano nel 1999 con l’intento di attivare progetti di informazione/sensibilizzazione, riabilitazione e inserimento lavorativo delle persone affette da disturbi mentali, garantire sostegno alle famiglie e realizzare interventi di prevenzione, rivolti in particolare ai giovani. A livello fiorentino l’Associazione supporta progetti di reinserimento sociale e promuove iniziative di informazione a partire dalle scuole. Tutti i servizi sono gratuiti, finanziati da donazioni private, anche attraverso eventi di raccolta fondi. Il Club conta decine di iscritti e accoglie ogni giorno numerosi soci, accompagnandoli verso il reinserimento sociale e l’autonomia. Anche dal Club stesso Fonte: Ufficio Stampa

Leggi questo articolo su: http://www.gonews.it/2016/03/29/firenze-da-progetto-itaca-un-ponte-telefonico-a-sostegno-del-disagio-mentale/
Copyright © gonews.it

spazio disponibile

Cara amica, caro amico, ai sensi dell’art.13 del nuovo codice sulla privacy (D.Lgs 196 del 30 giugno 2003), le e-mail informative e le newsletter  possono essere inviate solo con il consenso del destinatario. Gli indirizzi e-mail presenti nel nostro archivio provengono da contatti personali, da elenchi e servizi di pubblico dominio, pubblicati e presenti in Internet o in e-mail da noi ricevute.

Sperando che tu voglia continuare a ricevere le nostre comunicazioni, ti assicuriamo che i tuoi dati saranno trattati con riservatezza, nel rispetto delle normative vigenti e che non verranno divulgati.

In ogni momento sarà possibile chiedere di essere rimossi dall’indirizzario inviando una e-mail con scritto “NO GRAZIE” nella casella oggetto. Una non risposta, invece, verrà intesa come consenso alla spedizione delle nostre e-mail.

Se, viceversa, conosci qualcuno interessato a ricevere questo genere di informativa basterà segnalarci nome e indirizzo mail.

Grazie

Disagio mentale: emergenza nascosta

Disagio mentale: emergenza nascosta

IL FENOMENO HA ASSUNTO DIMENSIONI PREOCCUPANTI IN EUROPA.

È figlia della frenetica società contemporanea, iperattiva e ultracibernetica, la nuova pandemia che sta contagiando il Vecchio Continente: i disturbi mentali si prospettano la sfida sanitaria del Terzo millennio. Secondo i dati diffusi dall’Epa, l’Associazione Europea di Psichiatria, nel 2030 saranno proprio queste le malattie più diffuse.

Attualmente in Europa, su 514 milioni di abitanti, coloro che soffrono di ansia, depressione, demenza, dipendenza da alcol e droghe e disagio psicologico sono già quasi 165 milioni, il 38,2% della popolazione totale, di cui appena uno su tre riceve farmaci o cure (33%). A conferma dei dati raccolti, la scala di disabilità ‘Daly’ (anni persi per mortalità precoce o vissuti in malattia) colloca sul podio europeo proprio le patologie mentali (26,6%); una situazione preoccupante, che sembra tra l’altro evolversi molto rapidamente, necessitando un continuo monitoraggio.

In termini di frequenza, al primo posto ci sono i disturbi d’ansia (14%) e Alzheimer (7,3%), seguiti da insonnia (7%) e depressione maggiore (6,9%); si scende poi ai disturbi somatoformi (sintomi fisici che indurrebbero a pensare a una malattia somatica, al 6,3%), disturbi da iperattività e deficit dell’attenzione-Adhd (5% dei giovani), infine dipendenza da alcol e droghe (4%) e demenza (dall’1% nella fascia 60-65 anni al 30% fra gli 80enni). Sempre secondo i dati, le patologie con impatto maggiore sono la depressione, l’Alzheimer e i problemi legati all’abuso di alcool.

Il tasso risulta elevato anche in Italia: degli oltre 61 milioni di malati d’ansia, sono ben 8 milioni solo quelli nel nostro paese, mentre sono 29 milioni gli insonni e quasi altrettanti i depressi, di cui 3,9 milioni Italiani. Le più colpite risultano le donne: il peso dei disturbi mentali, inteso come disabilità, impatta infatti sulla popolazione femminile per oltre il 30% sul totale malattie, mentre su quella maschile solo per il 23%.

Un altro fattore di incidenza risulta poi essere la crisi: secondo i dati avrebbe incrementato in particolare ansia, depressione, mortalità dovuta all’alcool e tasso dei suicidi, questi ultimi spesso in relazione alla disoccupazione. Difatti, a fronte di un incremento della disoccupazione del 10%, si registra un +1,4% del tasso di suicidi; il dato, ancora medio-basso per quanto riguarda l’Italia – 6,3 suicidi su 100 mila abitanti – risulta invece abbastanza alto su base europea, sfiorando il raddoppio, con un dato annuo di circa 12 suicidi per 100 mila abitanti. Inoltre, la perdita di speranza e la percezione di protezione sociale molto bassa fungono da fattori di amplificazione, determinando un’esasperazione del modo in cui il malessere viene manifestato. Infine, non va sottovalutata l’influenza di Internet e dei social network, con la crescente diffusione di disturbi paranoici come la “cybercondria”.

 

spazio disponibile

Cara amica, caro amico, ai sensi dell’art.13 del nuovo codice sulla privacy (D.Lgs 196 del 30 giugno 2003), le e-mail informative e le newsletter  possono essere inviate solo con il consenso del destinatario. Gli indirizzi e-mail presenti nel nostro archivio provengono da contatti personali, da elenchi e servizi di pubblico dominio, pubblicati e presenti in Internet o in e-mail da noi ricevute.

Sperando che tu voglia continuare a ricevere le nostre comunicazioni, ti assicuriamo che i tuoi dati saranno trattati con riservatezza, nel rispetto delle normative vigenti e che non verranno divulgati.

In ogni momento sarà possibile chiedere di essere rimossi dall’indirizzario inviando una e-mail con scritto “NO GRAZIE” nella casella oggetto. Una non risposta, invece, verrà intesa come consenso alla spedizione delle nostre e-mail.

Se, viceversa, conosci qualcuno interessato a ricevere questo genere di informativa basterà segnalarci nome e indirizzo mail.

Grazie

 

Dalla terapia alla Terra-Pia, a piedi fino a Roma insieme ai ragazzi con disagio psichico

Dalla terapia alla Terra-Pia, a piedi fino a Roma insieme ai ragazzi con disagio psichico

 

terapia

Un viaggio lungo oltre 250 km a piedi da Prato fino a Roma coinvolgendo tutti i ragazzi pratesi con disagio psichico.

E’ l’ambizioso progetto dal titolo “Dalla terapia alla Terra- Pia: la Francigena dei viandanti verso il Giubileo” promosso dall’associazione Pangea di Prato capofila di una rete di altre otto associazioni pratesi che hanno deciso di aderire con il patrocinio di Cesvot.

La partenza è prevista il 31 maggio da Monteriggioni (Siena) con arrivo a Roma-Città del Vaticano il 12 giugno 2016, data nella quale sarà celebrato il Giubileo degli ammalati e delle persone disabili.

Un viaggio di 13 giorni in 12 tappe lungo la via Francigena per una media di 20-30 km giornalieri e 8 incontri organizzati prima della partenza dedicati alla storia della via Francigena, al percorso e alla preparazione fisica necessaria per intraprendere il viaggio.

Il gruppo, formato dai ragazzi, dai familiari e volontari delle associazioni del territorio pratese che si occupano di salute mentale e operatori del Dipartimento di salute mentale di Prato, sarà seguito da un pulmino messo a disposizione per ogni eventuale necessità che trasporterà  tutto il materiale per il viaggio.

I pernottamenti sono stati previsti in ostelli e strutture dell’accoglienza riservate solo  a pellegrini in cammino verso Roma.

“Vogliamo far vivere a persone messe alla prova ogni giorno con una situazione di disagio, un’ esperienza di un lungo viaggio a piedi dove si sperimenta il confronto con gli altri, con le proprie capacità e diversità.” Spiega la volontaria Cristina Tacconi, fra gli organizzatori del progetto.

“Raggiungere Roma  è una meta e un inizio, per  persone che vivono sulla propria pelle il pregiudizio e lo stigma, l’impresa del “viaggio” realizzata assieme è il “si può fare” condiviso. L’esigenza di realizzare  questo “ pellegrinaggio”  – spiega Tacconi – è nata fra volontari e utenti delle associazioni coinvolte per confrontarsi in  un viaggio mistico, di riflessione ma  anche pieno di avventura con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei soggetti con disagio psichico.

Per realizzare quello che per molti di questi ragazzi rappresenta un sogno abbiamo aperto una piattaforma di crowdfunding per raccogliere fondi per finanziare il progetto nella speranza di raggiungere presto la somma necessaria”.

 

Fonte: GT, Galli Torrini soluzioni per comunicar

Leggi questo articolo su: http://www.gonews.it/2016/03/24/prato-dalla-terapia-alla-terra-pia-a-piedi-fino-a-roma-insieme-ai-ragazzi-con-disagio-psichico/
Copyright © gonews.it

spazio disponibile

Cara amica, caro amico, ai sensi dell’art.13 del nuovo codice sulla privacy (D.Lgs 196 del 30 giugno 2003), le e-mail informative e le newsletter  possono essere inviate solo con il consenso del destinatario. Gli indirizzi e-mail presenti nel nostro archivio provengono da contatti personali, da elenchi e servizi di pubblico dominio, pubblicati e presenti in Internet o in e-mail da noi ricevute.

Sperando che tu voglia continuare a ricevere le nostre comunicazioni, ti assicuriamo che i tuoi dati saranno trattati con riservatezza, nel rispetto delle normative vigenti e che non verranno divulgati.

In ogni momento sarà possibile chiedere di essere rimossi dall’indirizzario inviando una e-mail con scritto “NO GRAZIE” nella casella oggetto. Una non risposta, invece, verrà intesa come consenso alla spedizione delle nostre e-mail.

Se, viceversa, conosci qualcuno interessato a ricevere questo genere di informativa basterà segnalarci nome e indirizzo mail.

Grazie

BUONA PASQUA

buona pasqua

Roma 7 aprile ore 14.30, camera dei Deputati, presentazione 2233. Ci siamo quasi!!!!!!

Da: Destefani Renzo [mailto:Renzo.DeStefani@apss.tn.it]
Inviato: lunedì 21 marzo 2016 19:45
A: undisclosed-recipients:
Oggetto: I: Roma 7 aprile ore 14.30, camera dei Deputati, presentazione 2233. Ci siamo quasi!!!!!!!

 

Carissime & Carissimi

 

Il gran giorno si sta avvicinando

Vi ricordo le info importanti.

1) essere in TANTI TANTI TANTI

2) è bellissimo ricevere mail che preannunciano gruppi che si stanno organizzando !!!!!! Scrivete !!!!

3) Naturalmente il grosso sarà rappresentato da Romani/Laziali e quindi Giovanni il vetero ha ancora il suo bel lavoro da fare!!!

4) L’ingresso è da Via di Campo Marzio 76/78 (a pochi metri dal ‘famoso’ Bar Giolitti nelle immediate vicinanze della Camera dei Deputati). La sede è l’Auletta dei Gruppi. Si chiama ‘Auletta’ ma in realtà ha più di 300 posti. Naturalmente visto che l’evento inizia alle 14.30 e comunque entrare alla Camera implica tempo occorre per prudenza arrivare con congruo anticipo. Direi che l’ora buona sono le 13.30.

5) REGISTRAZIONE per evitare code:  mandare mail a pd.relazioniesterne@camera.it

Registrarsi serve per abbreviare le code e quindi è un operazione necessaria per non dire indispensabile.

Sulla mail di registrazione mettere

  • Nome Cognome
  • Luogo e data di nascita
  • Luogo di residenza

In una stessa mail naturalmente si possono mettere più nomi.

6) Per gli uomini è obbligatoria la giacca. La cravatta è un optional.

7) Tutti debbono avere un documento di riconoscimento valido (Carta Identità o Passaporto o Patente)

 

In un mail ricevuta mi si chiede se c’è una scadenza per la registrazione. Io non credo, ma per prudenza chiedo al grande on. che mi dia conferma. In un’altra mi si segnala difficoltà nella registrazione. Sto cercando di capire quale sia la difficoltà visto che basta scrivere mail. A meno che non ci sia qualche cosa che mi è sfuggita. Chiedo a on.

 

TITOLO:
IN UN’ITALIA CHE CAMBIA CAMBIAMO LA SALUTE MENTALE !

 

Come già dettovi appena disponibile vi mando il programma definitivo e il comunicato stampa.

Abbiamo già l’Ansa che si sta attivando, tramite il nostro super amico Martino,  e che sicuramente darà un’ottima copertura all’evento.

 

Per dubbi o chiarimenti scrivete o telefonate a Cuni o a me.

 

Baci tanti

Renzo

spazio disponibile

Cara amica, caro amico, ai sensi dell’art.13 del nuovo codice sulla privacy (D.Lgs 196 del 30 giugno 2003), le e-mail informative e le newsletter  possono essere inviate solo con il consenso del destinatario. Gli indirizzi e-mail presenti nel nostro archivio provengono da contatti personali, da elenchi e servizi di pubblico dominio, pubblicati e presenti in Internet o in e-mail da noi ricevute.

Sperando che tu voglia continuare a ricevere le nostre comunicazioni, ti assicuriamo che i tuoi dati saranno trattati con riservatezza, nel rispetto delle normative vigenti e che non verranno divulgati.

In ogni momento sarà possibile chiedere di essere rimossi dall’indirizzario inviando una e-mail con scritto “NO GRAZIE” nella casella oggetto. Una non risposta, invece, verrà intesa come consenso alla spedizione delle nostre e-mail.

Se, viceversa, conosci qualcuno interessato a ricevere questo genere di informativa basterà segnalarci nome e indirizzo mail.

Grazie

La storia entra nei Servizi psichiatrici di Diagnosi e cura grazie a ai giovani in servizio civile. Intervista con Pierpaola Parrella


roma

 

“DEGENZA E CONOSCENZA”: I MONUMENTI DI ROMA DIVENTANO TERAPEUTICI

La storia entra nei Servizi psichiatrici di Diagnosi e cura grazie a ai giovani in servizio civile. Intervista con Pierpaola Parrella

Il primo impatto con un Servizio psichiatrico di diagnosi e cura (SPDC) è tutt’altro che rassicurante. Superato l’impatto iniziale, si palesano persone come me, come voi, però con il peso del disagio mentale. L’occasione della visita è il progetto Degenza e conoscenza: la storia di Roma entra negli ospedali. Il progetto della Sovrintendenza ai beni culturali di Roma Capitale prevede che giovani in servizio civile, opportunamente formati, entrino negli Spdc e parlino della storia dei monumenti di Roma, con il supporto di immagini. Un modo per distrarli, facendoli uscire ”virtualmente” dalla malattia ed entrare in una realtà storica che ha degli aspetti di estrema attualità. Tra le strutture coinvolte c’è anche l’ospedaleSanto Spirito in Saxia.
E i pazienti di un reparto di psichiatria come rispondono ad una iniziativa del genere? C’è chi segue con interesse, chi ascolta in silenzio, chi interrompe per porre interrogativi, chi zittisce il vicino perché fa troppe domande e tutti sembrano sentirsi in un altro luogo. Attorno una equipe di medici, infermieri e volontari che con una attenzione amorevole seguono questi pazienti.

Pierpaola Parrella, volontaria Avo Roma (Associazione volontari ospedalieri), da più di vent’anni è vicina ai pazienti del reparto di psichiatria del S.Spirito. Con lei abbiamo parlato del progetto “Degenza e conoscenza”.

ospdel santo spirito

 

Pierpaola, cos’è il progetto Degenza e Conoscenza?
«Questo progetto nasce con lo scopo di portare la conoscenza all’interno delle strutture ospedaliere. Durante la degenza si cerca di dare ai pazienti l’opportunità di impegnare il tempo in maniera diversa. Soprattutto in un reparto psichiatrico una iniziativa del genere è molto importante. I pazienti si sono molto affezionati a questo progetto e spesso sono proprio loro a chiederci informazioni sui prossimi incontri».

Cos’è un Servizio psichiatrico di diagnosi e cura?
«Potremmo considerarlo come un pronto soccorso della mente. Nella nostra struttura arriva chi è nella fase acuta della malattia ed ha bisogno una terapia adeguata. A volte si tratta anche di casi di Trattamento sanitario obbligatorio (Tso), ovvero quelle situazioni in cui il paziente può arrecare un danno a se stesso o agli altri. Una volta arrivato nella struttura, si cerca di fare una diagnosi e di dargli una terapia adeguata. Di solito la durata della permanenza nel reparto non dovrebbe superare i 7 giorni, ma spesso si protrae anche per molto più tempo. I posti letto a disposizione sono dodici, ma i pazienti superano sempre quel numero perché nella nostra struttura arriva anche chi non può più usufruire dei servizi che venivano erogati dalle strutture che sono state chiuse. Questo è il motivo per cui il nostro bacino d’utenza si è molto ampliato. Dopo una adeguata terapia, si cerca di far tornare il paziente in uno stato di tranquillità, dopodichè viene dimesso e indirizzato verso le comunità riabilitative del disagio mentale o nelle cliniche psichiatriche. Quando è possibile il rientro a casa, i pazienti continuano le terapie nei centri di salute mentale».

Quali pazienti passano attraverso questa struttura?
«Di tutti i tipi. Da diversi anni, purtroppo, abbiamo anche molti casi di doppia diagnosi, ovvero accanto ai casi di disagio mentale i pazienti hanno anche problematiche legate all’abuso di alcool, di droghe. Così come troviamo sempre più casi di disagio sociale, soprattutto nel caso degli extracomunitari che portano sulle proprie spalle un peso aggiuntivo dovuto al loro status. Dal punto di vista psichiatrico, troviamo pazienti con schizofrenia, psicosi, depressione e poi si aggiungono tutti quei pazienti che, in quanto dipendenti da alcol o droghe, sviluppano situazioni di disagio mentale o, viceversa, coloro che a causa di un disagio mentale arrivano all’uso di alcol o di droghe».

volontari avo

La società come vede chi soffre di disagio mentale?
«Purtroppo lo stigma nei confronti di chi soffre di disagio mentale persiste e la società ha un rapporto tutt’altro che sereno con questa realtà. È assurdo pensare che esistano malattie di serie A e malattie si serie B. Il disagio mentale viene quasi sempre considerato come una malattia di serie B. Immaginiamo all’interno di un ufficio un impiegato che va a seguire il proprio parente in ospedale per una malattia qualsiasi. In questi casi l’atteggiamento degli altri è di comprensione, di solidarietà. Se, invece, si segue un parente all’interno di un Servizio psichiatrico, si viene subito additati come la moglie del matto, il padre del matto e così via. Questo è l’atteggiamento prevalente che il modo esterno ha nei confronti di questa realtà. Per non parlare di come il mondo dell’informazione tratta il tema del disagio mentale. Spesso e volentieri il raptus mentale viene identificato con il disagio mentale. Cosa sbagliatissima. Le persone hanno paura. Come se si dovesse avere più paura delle persone che soffrono di disagio mentale che non di tutti coloro che non ne soffrono e che sono protagonisti di violenze, aggressioni. Sono 22 anni che entro in questa struttura e ogni giorno trovo molto amore e molta umanità anche fra gli stessi pazienti che, pur non conoscendosi, se hanno una sola sigaretta non hanno problemi a spezzarla e a dividerla con chi gli è accanto. Durante tutti questi anni ho visto moltissimi episodi di solidarietà e generosità sorprendenti. Questa solidarietà spesso è difficile da trovare nel mondo esterno».

I familiari come vivono il disagio dei loro cari?
«I familiari dei pazienti vivono molto male il disagio mentale dei loro cari. I familiari, a volte, non hanno la forza necessaria per seguirli. Conosco mamme anziane che da sempre dormono con un occhio aperto e uno chiuso, perché non hanno nessun tipo di aiuto. Dall’esterno non c’è supporto. Spesso c’è scarsa conoscenza anche in tema di diritti. A volte, anche i medici di base non sanno dove indirizzare quei pazienti che accusano segni di disagio mentale».

Dal punto di vista normativo quali vuoti devono essere colmati?
«C’è bisogno soprattutto di una legge che eguagli e che non permetta più di distinguere tra malattie di serie A e malattie di serie B. In molti ospedali i Servizi psichiatrici di diagnosi e cura vengono considerati come fanalini di coda. Nell’Spdc dell’ospedale S.Spirito le cose funzionano molto bene. Di questo dobbiamo ringraziare la direzione sanitaria, che ha cercato di valorizzare il nostro reparto. Ma quello accade qui non accade dappertutto. Un ruolo fondamentale, inoltre, spetta all’informazione sui diritti che spettano ai pazienti. Di questo dovrebbe occuparsene lo Stato».

Cosa significa fare volontariato in un Spdc?
«Significa condividere una parte di vita che non ti aspetti. Significa vedere la vita con altri occhi e rendersi conto di quanto dolore, sofferenza e ingiustizia ci siano. Quando si esce fuori da questo luogo si guarda la realtà con occhi diversi».

Cosa ti auguri per il futuro?
«Mi auguro che non ci sia più un approccio di chiusura nei confronti del disagio mentale e che venga considerato come una qualsiasi altra malattia. Mi auguro che le persone non abbiano più paura e che la società smetta di considerare queste persone come dei mostri. Questi pazienti hanno gli stessi bisogni e gli stessi desideri di qualsiasi altra persona. Chi ha un disagio mentale spesso è in grado di condurre una vita simile a quella di qualsiasi altra persona. È il caso di rifletterci sopra. Spero che dopo aver letto questa intervista a qualcuno venga in mente di venire a farci visita e di darci una mano. Non ci sostituiamo alle istituzioni. Noi condividiamo con questi pazienti non solo le parole, ma anche i silenzi. Dare una mano potrebbe essere un’occasione per arricchire la vita di ciascuno di noi».

spazio disponibile

Cara amica, caro amico, ai sensi dell’art.13 del nuovo codice sulla privacy (D.Lgs 196 del 30 giugno 2003), le e-mail informative e le newsletter  possono essere inviate solo con il consenso del destinatario. Gli indirizzi e-mail presenti nel nostro archivio provengono da contatti personali, da elenchi e servizi di pubblico dominio, pubblicati e presenti in Internet o in e-mail da noi ricevute.

Sperando che tu voglia continuare a ricevere le nostre comunicazioni, ti assicuriamo che i tuoi dati saranno trattati con riservatezza, nel rispetto delle normative vigenti e che non verranno divulgati.

In ogni momento sarà possibile chiedere di essere rimossi dall’indirizzario inviando una e-mail con scritto “NO GRAZIE” nella casella oggetto. Una non risposta, invece, verrà intesa come consenso alla spedizione delle nostre e-mail.

Se, viceversa, conosci qualcuno interessato a ricevere questo genere di informativa basterà segnalarci nome e indirizzo mail.

Grazie

 

Lo Spiraglio, il film festival della salute mentale al MAXXI

Lo Spiraglio, il film festival della salute mentale al MAXXI

spiraglio

Lo Spiraglio FilmFestival della salute mentale, giunto alla sua sesta edizione, sarà in programma dal 31 marzo al 2 aprile: la kermesse, diretta da Federico Russo e Franco Montini, è nata con l’obiettivo di raccontare il mondo della salute mentale nelle sue molteplici varietà. Al Festival saranno presentati corti e lungometraggi dedicati a patologie sconosciute o a riflessioni sul disagio psichico. Fra i titoli in concorso, l’italianoAbbraccialo per me, diretto da Vittorio Sindoni e interpretato da Stefania Rocca, Moisè Curia, Giulia Bertini, Vincenzo Amato, Paolo Sassanelli, Pino Caruso e Paola Quattrini. La storia di una madre e un figlio, la felicità di avere un bambino e lo choc di scoprire che è affetto da un disagio mentale, grazie alla passione per la musica, la madre troverà uno spiraglio di felicità.

Sarà proiettato anche Crazy 4 Africa, di Tommaso Galli e Centro Diurno San Paolo di Roma, un documentario che racconta l’avventura di cinque utenti e cinque operatori di un Centro Diurno di Roma (ASL ROMA C) che si confrontano con persone che, in Africa, stanno combattendo la loro stessa battaglia. Il doc Matti a Cottimo di Mauro De Fazio e Simone Sandretti descrive il quotidiano di persone che, nonostante allucinazioni, paranoia e voci, continuano a svolgere i loro lavori in fabbrica, in edicola o quello di scrittore. Il film Mozes, il pesce e la colomba di Virág Zomborácz è, invece, una commedia surreale e brillante che racconta di un giovane assillato dal fantasma del padre morto ed è uscito tempo fa in sala. Tra i corti, segnaliamo Bellissima, di Alessandro Capitani, storia di una ragazza imprigionata in un corpo obeso e dell’incontro che le cambierà la vita. Si parlerà di fobie in Dietro lo specchio di Giacomo Sebastiani e la possibilità di parlare del tempo in Giorni marziani, di Vito Palmieri. Il regista Brando De Sica, il figlio di Christian, presenta Non senza di me, sulla relazione difficile fra padre e figlio, un genitore che taglia la libertà del figlio. È ambientato nel carcere di Rebibbia Messaggio in una bottiglia, di Ilary Artemisia Rossi, realizzato con gli operatori della ASL ROMA 2 ex B con pazienti psichiatrici detenuti.

Nella serata finale del festival, il 2 aprile, una Giuria composta da addetti ai lavori del sociale, l’ambiente psichiatrico e cinematografico assegnerà il Premio Fausto Antonucci di 1.000 euro al miglior cortometraggio e il Premio Jorge Garcia Badaracco – Fondazione Maria Elisa Mitre di 1.000 euro al miglior lungometraggio. Premio speciale per Sergio Rubini, in quanto cineasta particolarmente sensibile e interessato ai temi legati al mondo della salute mentale. In passato sono stati premiati Sergio Castellitto, Carlo Verdone, Alba Rohrwacher, Marco Bellocchio e Giulio Manfredonia.

In contemporanea al festival, numerosi gli eventi speciali: dalle proiezioni per le scuole, ad un grande gruppo di psicoanalisi multifamiliare, ai concerti dal vivo di band integrate.

Maggiori informazioni: http://www.lospiragliofilmfestival.org

Schermata

Sperando che tu voglia continuare a ricevere le nostre comunicazioni, ti assicuriamo che i tuoi dati saranno trattati con riservatezza, nel rispetto delle normative vigenti e che non verranno divulgati.

In ogni momento sarà possibile chiedere di essere rimossi dall’indirizzario inviando una e-mail con scritto “NO GRAZIE” nella casella oggetto. Una non risposta, invece, verrà intesa come consenso alla spedizione delle nostre e-mail.

Se, viceversa, conosci qualcuno interessato a ricevere questo genere di informativa basterà segnalarci nome e indirizzo mail.

Grazie

Virgilio Motori

Le ultime novità e i consigli sul mondo dell’auto

The WordPress.com Blog

The latest news on WordPress.com and the WordPress community.